Claudia Kohli-Reichenbach

Insieme per una forte presenza delle Chiese nel settore sanitario

La Conferenza dei vescovi svizzeri, la Conferenza centrale cattolica romana della Svizzera e la Chiesa evangelica riformata della Svizzera firmano oggi a Engelberg il contratto di cooperazione per il centro di coordinamento ecumenico nazionale «Assistenza spirituale nel settore sanitario». Questo progetto pionieristico rafforza la collaborazione ecumenica delle Chiese e garantisce la loro presenza nel settore sanitario a livello nazionale. Questo progetto pionieristico rafforza la collaborazione ecumenica delle Chiese e garantisce la loro presenza nel settore sanitario a livello nazionale.

Una risposta comune alle sfide sociali

Il servizio nazionale di coordinamento ecumenico viene creato come piattaforma comune per rappresentare in modo mirato ed efficace gli interessi delle Chiese nel settore sanitario. Le decisioni in materia di politica sanitaria vengono prese sempre più spesso anche a livello federale, uno sviluppo che spinge le Chiese ad adottare un approccio coordinato. L’obiettivo del centro di coordinamento è quello di integrare tempestivamente le prospettive ecclesiastiche nelle strategie di politica sanitaria e di promuovere la collaborazione tra Chiese, autorità e istituzioni: «La nostra pastorale merita anche una forte rappresentanza a livello nazionale. Con il centro di coordinamento creiamo una voce comune per rappresentare efficacemente a livello nazionale le istanze delle Chiese nel settore sanitario e per assumerci la nostra responsabilità nei confronti delle persone che vivono situazioni di vita difficili», sottolinea il vescovo Markus Büchel. Al centro dell’attenzione vi sono temi quali la demenza, le cure palliative, l’assistenza spirituale e la protezione dei dati.

Radicamento strutturale e compiti del centro di coordinamento

Il centro di coordinamento è costituito come società semplice, in cui i tre enti promotori sono rappresentati su un piano di parità. Un comitato direttivo assume la guida strategica, mentre una persona o un team incaricato si occupa del lavoro operativo. Roland Loos, presidente della RKZ, sottolinea il valore dell’impegno ecumenico: «La costituzione del centro di coordinamento nazionale è un segnale forte della forza della collaborazione ecumenica. Insieme possiamo rafforzare la presenza dell’assistenza spirituale ecclesiastica».

Il progetto, sviluppato in un processo partecipativo, sottolinea l’importanza della collaborazione ecumenica. La diversità delle competenze cantonali e confessionali non solo viene rispettata, ma utilizzata come risorsa per soluzioni innovative: «La diversità delle competenze cantonali e confessionali è un grande punto di forza che ci permette di sviluppare soluzioni innovative e sostenibili. Insieme possiamo così rispondere alle sfide dinamiche nel settore sanitario e rafforzare ulteriormente l’importanza sociale dell’assistenza spirituale», spiega Rita Famos, presidente della EKS.

Start im Frühjahr 2025

Il centro di coordinamento inizierà la sua attività nella primavera del 2025. Il suo compito sarà quello di garantire che le voci delle Chiese siano ascoltate nei dibattiti sulla politica sanitaria e che l’assistenza spirituale ecclesiastica continui ad essere percepita come una componente indispensabile del sistema sanitario.